TiFurto

TiFurto
Fine Leather
Sabato 23 Gennaio
2019

Il Bastione dei Giardini Reali presenta Fine Leather, la prima mostra personale dell’artista TiFurto.

L’opera si manifesta al pubblico nella seducente spettacolarità della performance, attraverso un format allestitivo che ricorda quello delle sfilate di alta moda. Tra vibrazioni sonore e giochi luministici,sei ragazze, di cui tre italiane e tre cinesi, camminanolungo una passerella, delicatamente avvolta da un tessuto bianco di cotone. Questa cela in parte i corpi lasciando alla vista solo il volto, come oniricamente sospeso e, a sua volta, coperto da una pregiata maschera. Le modelle si velano così di mistero, divenendo sacerdotesse di un rito consumistico di cui il travestimento è l’allegoria. L’artista, infatti, trasforma delle comuni mascherine antismog, quotidianamente usate in Cina, in capi d’abbigliamento di lusso, realizzati con pelle vera di animali. Il movimento del corpo quindi si mimetizza e la banalità dell’oggetto si divinizza. Il materiale dona la sua nobile natura per divenire elemento ordinario, ma allo stesso tempo acquista quel potere simbolico a cui solo la processualità artistica può dare vita. Le modelle come anime scorrono lungo gli argini di Acheronte e l’artista, traghettatore di trascendenze, offrirà alla maschera, ora animale ora essere umano, l’immobile eternità dell’installazione.

Sulla scia delle mistiche sfilate di Rick Owens e degli stravaganti travestimenti di Nick Cave, TiFurto prosegue una linea estetica fra performance e scultura, fra moda e arte, convogliando l’interesse per la prima con le pratiche espositive della seconda. In un’epoca in cui le rispettive tendenze sembrano riflettersi e concatenarsi in modo quasi imprescindibile, l’opera si carica di una metamorfosi che, attraverso una serie di sperimentazioni, accresce il coinvolgimento della sua stessa fruizione.
Il tessuto e la maschera, lavorati meticolosamente, sono i protagonisti che riflettono i cambiamenti della nostra società, senza tralasciare rilevanti questioni politiche e sociali. Se in Cina la mascherina sottolinea l’incessante e fatale inquinamento delle città, in Italia è da poco entrata in circolazione, ma le continue manipolazioni commerciali hanno alterato la sua effettiva funzione trasformandola in un accessorio “in voga”. Essa non celebra altro che un memento mori, un inevitabile destino di cui la pelle indossata proclama l’arrivo, un aureo scudo che ci protegge e che al tempo stesso dichiara la vacuità della nostra vanità.


Testo di Eleonora Fascetta
Foto di Mara Jvonne Raia